Le essenze di legno utilizzate nelle costruzioni
Dossier – Filiera del legno (costruzione & arredamento)
Le essenze di legno utilizzate nelle costruzioni
Non tutti i legni sono equivalenti nelle costruzioni. La scelta dell'essenza condiziona le prestazioni meccaniche, la durabilità naturale, le condizioni di messa in opera e l'estetica del prodotto finito. In Francia, la filiera delle costruzioni in legno si basa su un pannello di essenze indigene o naturalizzate ben identificate. Comprenderle significa anticipare meglio le scelte strutturali, dal legno da carpenteria al rivestimento esterno, passando per gli elementi di arredamento interno.
Da ricordare (in 30 secondi)
• La foresta francese conta più di 140 essenze censite, con una dominante di latifoglie (2/3 della superficie) e un ruolo crescente dei resinosi nelle costruzioni. [1]
• Il douglas è il primo legno da rimboschimento in Francia: copre più di 400 000 ha e rappresenta il 18% dei segati francesi nonostante meno del 3% della superficie forestale. [2]
• L'abete rosso e l'abete bianco rimangono le essenze più utilizzate per l'ossatura in legno e la carpenteria industriale — economiche, leggere e facili da lavorare. [3]
• La scelta di un'essenza dipende dalla sua classe di resistenza meccanica (norma EN 338) e dalla sua classe di durabilità naturale (norma EN 350).
La foresta francese: una risorsa diversificata
La Francia dispone di una delle foreste più diversificate d'Europa. Con più di 140 essenze censite sul suo territorio, si distingue nettamente dalle foreste nordiche, spesso mono-essenza. Questa diversità è spiegata dalla varietà delle condizioni climatiche, geologiche e topografiche del paese. [1]
La foresta francese è composta per due terzi di latifoglie — la quercia domina con il 41% della superficie forestale — e per un terzo di resinosi: pino marittimo, pino silvestre, abete rosso, abete bianco, douglas. [1] Nelle costruzioni in legno, sono i resinosi a fornire la maggior parte del legno strutturale, grazie alla loro disponibilità, alla loro regolarità di filo e al favorevole rapporto resistenza/densità.
Comprendere le essenze disponibili è indispensabile per ragionare in termini di filiera locale: alcune regioni dispongono di un'abbondante risorsa di douglas (Massiccio Centrale, Alvernia-Rodano-Alpi), altre di abete rosso (Vosgi, Giura, Alpi) o di pino marittimo (Landes). Questo argomento è trattato nel nostro articolo Comprendere la filiera del legno: dalla foresta alla costruzione.
I criteri di scelta di un'essenza nelle costruzioni
Prima di descrivere le essenze una per una, è opportuno ricordare i due criteri tecnici che strutturano qualsiasi scelta del legno nelle costruzioni:
- La classe di resistenza meccanica (norma europea EN 338): classifica i legni massicci da C14 a C50 per i resinosi, e da D18 a D70 per le latifoglie. Un legno classificato C24 è idoneo a un utilizzo strutturale corrente in ossatura in legno o carpenteria. I montanti di ossatura in legno, i travetti e le travi rientrano tipicamente nelle classi da C18 a C24.
- La classe di durabilità naturale (norma EN 350): valuta la resistenza del durame (cuore dell'albero) ai funghi, dalla classe 1 (molto durevole) alla classe 5 (poco durevole). Questo dato determina se il legno necessita di un trattamento preventivo e in quale classe d'utilizzo (CE1 a CE5 secondo la norma EN 335) può essere impiegato senza protezione.
Questi due riferimenti sono complementari: un legno può essere meccanicamente performante ma poco durevole in caso di esposizione all'umidità (caso dell'abete rosso), oppure naturalmente durevole ma meno resistente strutturalmente (caso del larice). La scelta deve quindi essere sempre ragionata in funzione dell'utilizzo e dell'esposizione.
L'abete rosso e l'abete bianco: i pilastri della costruzione corrente
L'abete rosso comune (Picea abies) e l'abete bianco (Abies alba) sono spesso commercializzati insieme sotto la denominazione «abete rosso-abete bianco». Sono, di gran lunga, le essenze più utilizzate nelle costruzioni in legno in Francia e nel Nord Europa. [3]
I loro principali punti di forza:
- Leggerezza: densità dell'ordine di 400-450 kg/m³ a secco, il che facilita la movimentazione e riduce il peso della struttura.
- Facilità di lavorazione: legno tenero, a filo diritto, facile da segare, piallare e assemblare.
- Disponibilità e costo: prodotto in grandi quantità in Francia, Scandinavia ed Europa centrale, è uno dei legni da costruzione meno costosi del mercato.
- Classificazione strutturale corrente: da C18 a C24, adatta ai montanti di ossatura, ai travetti, alle solette, alle tavole da casseratura.
Il suo principale limite è la sua scarsa durabilità naturale (classe da 4 a 5 secondo EN 350): in situazione fuori terra e protetta (classe d'utilizzo 1 o 2), non richiede alcun trattamento. Ma esposto a umidità ricorrente, deve essere protetto o trattato. È l'essenza di riferimento per i montanti di ossatura in legno, le bastaglie, le solette e i travetti di carpenteria corrente.
Il douglas: l'essenza strutturale francese per eccellenza
Il douglas (Pseudotsuga menziesii), talvolta chiamato pino dell'Oregon, è originario della costa occidentale degli Stati Uniti. Introdotto in Francia a partire dal 1848, è oggi il primo legno da rimboschimento francese: con più di 400 000 ettari, la Francia concentra da sola la metà della risorsa europea. [2]
Nonostante meno del 3% della superficie forestale francese, il douglas rappresenta il 18% dei segati prodotti in Francia, grazie alla sua produttività e alla qualità dei suoi tronchi. Il raccolto attuale si avvicina ai 3 milioni di m³ all'anno e dovrebbe raggiungere i 6 milioni di m³ intorno al 2035, man mano che i popolamenti piantati negli anni 1960-1980 raggiungono la maturità. [2]
Prestazioni meccaniche: il douglas è il resinoso più resistente disponibile comunemente in Francia. La sua densità (circa 550 kg/m³ secco) e i suoi elevati moduli di elasticità ne fanno un legno di scelta per le travi, i pilastri e gli elementi di carpenteria esposti a carichi elevati.
Durabilità naturale: il suo durame (cuore) è classificato in classe di durabilità 3 secondo EN 350, il che gli consente di essere utilizzato senza trattamento chimico in classe d'utilizzo 3 (esposizione intermittente all'umidità), per il rivestimento o le terrazze coperte.
Estetica: la sua caratteristica tinta rosata-rossastra e il suo filo regolare ne fanno un'essenza apprezzata per le strutture a vista e gli arredi interni valorizzanti.
Il massiccio francese di douglas sequestra inoltre circa 4 milioni di m³ di CO₂ all'anno, e il legno una volta messo in opera ne sequestra 1 milione di m³ supplementare — un argomento climatico di peso nel contesto della RE2020. [2]
Il pino silvestre e il pino marittimo: resinosi complementari
Il pino silvestre (Pinus sylvestris) è diffuso in tutta la Francia, in particolare nelle Landes e nel Massiccio Centrale. È un legno più denso dell'abete rosso (circa 500 kg/m³), con una durabilità naturale leggermente superiore. Dopo il trattamento in autoclave, diventa il legno di riferimento per tutte le applicazioni in esterno: carpenterie coperte esposte, terrazze, recinzioni, rivestimenti in classe d'utilizzo 3 o 4.
Il pino marittimo (Pinus pinaster), dominante nelle Landes de Gascogne, rappresenta una delle foreste produttive più produttive di Francia. È utilizzato in carpenteria, in strutture a ossatura e come legno industriale. Come il pino silvestre, il suo durame naturalmente più resistente dell'abete rosso, abbinato al trattamento in autoclave, gli apre impieghi in esterno.
Il larice: durabilità naturale ed estetica
Il larice (Larix decidua), unico resinoso europeo a perdere gli aghi in inverno, occupa un posto particolare nella filiera. La sua elevata durabilità naturale (classe da 3 a 4 secondo EN 350) gli consente di essere utilizzato senza trattamento per i rivestimenti esterni, gli infissi esterni e le terrazze — a condizione di lavorare esclusivamente con il durame.
Più raro e più costoso dell'abete rosso o del pino, il larice è spesso riservato agli elementi esposti in cui l'estetica e la durabilità contano più del prezzo: rivestimento di facciata di alta gamma, persiane, infissi a vista. Il suo colore marrone chiaro diventa naturalmente grigio con il tempo, il che costituisce un'evoluzione estetica attesa in molti progetti architettonici.
Le latifoglie nelle costruzioni: quercia, faggio e pioppo
Le latifoglie occupano un posto diverso nelle costruzioni in legno. Meno utilizzate in ossature o in carpenteria industriale — la loro densità più elevata aumenta il peso della struttura — intervengono in impieghi specifici ad alto valore aggiunto.
La quercia (Quercus spp.) è l'essenza latifoglia più emblematica di Francia. Prima essenza forestale francese con 5,5 milioni di ettari, è rinomata per la sua eccezionale durabilità naturale (classe 2 secondo EN 350) e le sue qualità meccaniche. È utilizzata in carpenteria tradizionale, in parquet massiccio, in scale, in infissi esterni e in strutture a vista di pregio. Le scale in legno su misura integrano frequentemente la quercia per le gradini e alzate.
Il faggio (Fagus sylvatica) è un legno denso e omogeneo, apprezzato per la falegnameria interna, i parquet e le scale. La sua sensibilità all'umidità ne limita l'impiego ad applicazioni interne o ben protette. Il pioppo, infine, è leggero e poco resistente meccanicamente: è utilizzato principalmente per la sfogliatura (compensato) e i pannelli, più raramente in uso strutturale.
Essenze e impieghi: quale essenza per quale utilizzo?
In sintesi, i principali impieghi delle costruzioni in legno corrispondono a famiglie di essenze ben definite:
- Ossatura in legno e carpenteria industriale: abete rosso/abete bianco C18-C24 — soluzione comune, economica, disponibile ovunque.
- Carpenteria strutturale e pilastri: douglas C24-C30 — resistenza meccanica superiore, durabilità naturale moderata.
- Rivestimento esterno non trattato: douglas (durame), larice — durabilità naturale sufficiente in CE3.
- Rivestimento esterno trattato: pino silvestre o pino marittimo trattato in autoclave — soluzione economica per le facciate esposte.
- Scale e arredamento interno: quercia, faggio, douglas, abete rosso secondo le gamme — vedere le scale in legno, le scale a quarto di giro e i pannelli in legno WoodUp.
- Strutture a vista valorizzanti: quercia, douglas, larice — per le travi a vista e i pilastri visibili.
Conclusione: ragionare per essenza, utilizzo e filiera locale
La scelta di un'essenza nelle costruzioni in legno non si riduce a una questione di prezzo o di abitudine. Implica di incrociare le prestazioni meccaniche richieste, la durabilità naturale adattata all'esposizione e la disponibilità locale della risorsa. Privilegiare le essenze di provenienza locale — douglas del Massiccio Centrale, abete rosso dei Vosgi, pino delle Landes — significa anche ridurre l'impronta carbonica del trasporto e sostenere le filiere regionali.
La questione delle classi d'utilizzo del legno — che condiziona direttamente la scelta dell'essenza e la necessità o meno di un trattamento — è oggetto di un articolo dedicato in questa serie: Durabilità e classi d'utilizzo del legno nelle costruzioni.
Fonti
[1] Fédération Nationale du Bois (FNB) — Cifre chiave della foresta francese. Più di 140 essenze censite; foresta composta per 2/3 di latifoglie; quercia: 41% della superficie forestale; resinosi: pino marittimo, pino silvestre, abete rosso, abete bianco, douglas. fnbois.com
[2] France Douglas / Interprofession — Referenziale Douglas. Il Douglas: primo legno da rimboschimento francese (426 000 ha, 50% della risorsa europea); 18% dei segati francesi; raccolta ~3 Mm³/anno, obiettivo 6 Mm³/anno verso il 2035; sequestro 4 MtCO₂/anno. france-douglas.com
[3] Dispano / FCBA — Abete rosso e abete bianco: essenze più utilizzate per l'ossatura in legno e la carpenteria industriale in Francia. Classi di resistenza C18-C24 (norma EN 338), durabilità naturale classe 4-5 (norma EN 350). dispano.fr
[4] IGN — Inventario forestale nazionale, scheda flussi 2023. Volumi di segati per essenza in Francia: abete rosso-abete bianco 1 084 000 m³, pino silvestre 285 000 m³, pino marittimo 233 000 m³, douglas 1 417 000 m³ (dati di riferimento per i resinosi). inventaire-forestier.ign.fr
[5] Norme europee di riferimento per il legno da costruzione: EN 338 (classi di resistenza meccanica), EN 350 (durabilità naturale delle essenze), EN 335 (classi d'utilizzo). Disponibili tramite l'AFNOR. afnor.org
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