Ossatura in legno, CLT o pilastro-trave: quale struttura scegliere per il vostro progetto?
Dossier – Filiera del legno (costruzione & arredamento)
Ossatura in legno, CLT o pilastro-trave: quale struttura scegliere per il vostro progetto?
La costruzione in legno non si riduce più a un unico sistema costruttivo. I committenti, gli architetti e i promotori dispongono oggi di diverse soluzioni strutturali collaudate: l'ossatura in legno, il CLT (legno lamellare crociato) e il sistema pilastro-trave. Ogni filiera presenta le proprie logiche di messa in opera, i propri vantaggi tecnici e le proprie condizioni d'impiego privilegiate. Scegliere la struttura giusta significa anticipare i vincoli del programma, del budget e del calendario — e ottimizzare fin dalla progettazione il bilancio carbonico dell'edificio. Nel 2024, il settore della costruzione in legno rappresenta 4,6 miliardi di euro di fatturato e impiega circa 29 000 persone in Francia. [1]
Da ricordare (in 30 secondi)
• L'ossatura in legno è presente nell'85% delle case individuali, nel 63% degli edifici residenziali collettivi e nel 67% degli edifici terziari costruiti in legno. [1]
• Il CLT immagazzina fino a 1 tonnellata di CO₂ per metro cubo e migliora direttamente l'indicatore IC Construction della RE2020. [2]
• Il sistema pilastro-trave offre la maggiore libertà architettonica: grandi luci, spazi liberi, estetica valorizzante.
• La ripresa del mercato della costruzione in legno a partire dal 2025 dovrebbe riguardare in via prioritaria l'edilizia residenziale collettiva e il terziario. [1]
Tre sistemi costruttivi, tre logiche diverse
La costruzione in legno si basa su tre grandi famiglie strutturali — ossatura, CLT e pilastro-trave — ognuna delle quali risponde a logiche d'uso, di fabbricazione e di assemblaggio distinte. Comprendere le loro differenze è il primo passo verso una scelta consapevole.
L'ossatura in legno: il sistema dominante
L'ossatura in legno si basa su una rete di montanti per ossatura in legno e traversi in legno di piccola sezione, che formano la struttura portante delle pareti e dei solai. Questo scheletro è completato da pannelli di controvento e un isolamento integrato nei vani di struttura.
È il sistema di gran lunga più diffuso. Secondo l'Indagine Nazionale della Costruzione in Legno 2025 (France Bois Forêt / CODIFAB), l'ossatura in legno è presente nell'85% delle case individuali, nel 63% degli edifici residenziali collettivi e nel 67% degli edifici terziari costruiti in legno. Si basa su una filiera industriale matura, con un'ampia disponibilità di componenti e numerosi operatori formati alla sua messa in opera.
Tra i suoi punti di forza:
- Leggerezza: carichi trasmessi alle fondazioni ridotti, particolarmente interessante per le sopraelevazioni
- Prefabbricazione: i pannelli per ossatura possono essere assemblati in officina e posati rapidamente in cantiere
- Facilità di isolamento: lo spessore della struttura accoglie naturalmente l'isolante
- Costo contenuto: filiera matura, forte concorrenza tra operatori
I suoi limiti da tenere in considerazione: il sistema è meno adatto alle grandi luci senza rinforzi, le prestazioni acustiche devono essere trattate specificamente nell'edilizia residenziale collettiva, e il controvento richiede una progettazione precisa.
Il CLT: la massa al servizio dell'altezza
Il CLT (Cross Laminated Timber, o legno lamellare crociato) è un pannello massiccio costituito da strati di tavole di legno sovrapposte perpendicolarmente e incollate sotto pressione. Può essere utilizzato sia come pareti portanti che come solai, offrendo una rigidità e una resistenza al fuoco particolarmente apprezzate negli edifici a più piani.
Sul piano ambientale, il suo vantaggio è significativo: il CLT immagazzina carbonio biogenico per tutta la sua vita. Si considera che un metro cubo di legno immagazzini fino a 1 tonnellata di CO₂ equivalente. Nella RE2020, questo stoccaggio migliora direttamente l'indicatore IC Construction [2]. Uno studio realizzato dal cabinet Carbone 4 per Woodeum confronta la costruzione CLT con la costruzione in calcestruzzo su un edificio R+7 di 10 000 m²: il bilancio globale raggiunge –60 kg CO₂/m² per la struttura CLT, contro +420 kg CO₂/m² per un edificio in calcestruzzo armato convenzionale. [3]
Stoccaggio carbonio: fino a 1 tonnellata di CO₂ immagazzinata per m³ di CLT messo in opera.
Resistenza al fuoco: velocità di carbonizzazione nota e utilizzata per il dimensionamento (da 0,6 a 0,8 mm/min secondo le essenze), secondo Eurocode 5 / NF EN 16351. [2]
Cantiere a secco e rapido: pannelli tagliati numericamente in officina, assemblaggio con gru in cantiere.
I suoi limiti: un costo più elevato rispetto all'ossatura, una progettazione che richiede strumenti specifici (BIM, modellazione 3D, conformità all'Eurocode 5), e una produzione francese ancora limitata — anche se in crescita.
Il pilastro-trave: la libertà delle grandi luci
Il sistema pilastro-trave si basa su una rete di pilastri verticali e travi orizzontali in legno lamellare incollato o in LVL (legno lamellare parallelo). La struttura portante è visibile o integrata, e i tramezzi non svolgono alcun ruolo strutturale. La sua quota di utilizzo raggiunge il 24% delle costruzioni in legno, in particolare grazie a una presenza più marcata nel residenziale collettivo e nel terziario. [1]
Questo sistema è particolarmente adatto agli edifici terziari, alle attrezzature pubbliche, ai capannoni e ai programmi che richiedono grandi superfici libere. È spesso combinato con solai in CLT o in calcestruzzo in base ai vincoli acustici e di carico.
Tra i suoi punti di forza:
- Grandi luci senza appoggi intermedi
- Flessibilità degli spazi: compartimentazione evolutiva, arredi modificabili nel tempo
- Estetica valorizzante: la struttura in legno a vista è spesso valorizzata architettonicamente
- Compatibilità con altri materiali: ibridazione calcestruzzo-legno o acciaio-legno comune nei grandi programmi
I suoi limiti: la progettazione è più complessa e richiede uno studio specializzato, il costo strutturale è più elevato per i piccoli programmi, e gli assemblaggi devono essere curati per la resistenza sismica.
Come scegliere in base al programma?
Non esiste un sistema universale. La scelta deve essere effettuata incrociando diversi criteri: tipo di programma, numero di livelli, vincoli acustici, budget e tempi.
| Programma | Sistema raccomandato | Motivo principale |
|---|---|---|
| Casa individuale | Ossatura in legno | Rapporto costo/prestazione ottimale |
| Piccolo collettivo (R+2 a R+4) | Ossatura o CLT | In base ai vincoli acustici e strutturali |
| Edificio residenziale collettivo (R+5 e oltre) | CLT o ibrido | Rigidità, comportamento al fuoco, altezza |
| Edificio terziario / ufficio | Pilastro-trave | Grandi luci, spazi liberi |
| Attrezzatura pubblica (palestra, scuola) | Pilastro-trave o ibrido | Luci e estetica valorizzante |
| Sopraelevazione urbana | Ossatura in legno | Leggerezza dei carichi sulla struttura esistente |
Il fattore carbonio: un criterio ormai normativo
Nel quadro della RE2020, l'impatto carbonico dei materiali è integrato nella valutazione degli edifici nuovi tramite l'analisi del ciclo di vita (ACV). Da gennaio 2025, la RE2020 impone soglie di emissioni di CO₂ sempre più ambiziose per le nuove costruzioni, con livelli progressivi previsti per il 2028 e il 2031. La scelta del sistema costruttivo ha quindi un'influenza diretta e quantificata sul bilancio carbonico del progetto.
Il CLT massiccio presenta il miglior stoccaggio carbonico per m², in ragione del volume di legno messo in opera. L'ossatura in legno, più parsimonioisa in materia, offre un bilancio favorevole ma generalmente inferiore al CLT a livello equivalente. Il pilastro-trave, spesso associato a elementi di riempimento in altri materiali, presenta un bilancio variabile a seconda delle scelte progettuali.
Struttura CLT (R+7, 10 000 m²): bilancio globale di –60 kg CO₂/m², di cui –231 kg di stoccaggio carbonico. [3]
Struttura in calcestruzzo armato convenzionale (stesso programma): bilancio di +420 kg CO₂/m². [3]
In tutti i casi, il ricorso al legno strutturale costituisce una leva efficace per raggiungere le soglie RE2020 e i requisiti dei marchi BBCA (Bâtiment Bas Carbone) e E+C–.
Il legno nell'arredamento d'interni
Al di là della struttura, il legno occupa anche un posto importante nell'arredamento d'interni. È ampiamente utilizzato per creare spazi caldi e duraturi, che il programma sia residenziale o terziario.
Lo si trova in particolare nelle scale in legno, nei parapetti, nei rivestimenti murali o nelle strutture di arredo su misura.
I pannelli in legno consentono ad esempio di realizzare librerie, contenitori integrati o arredi su misura, molto apprezzati nei progetti contemporanei, che si tratti di ossatura in legno, CLT o pilastro-trave.
Conclusione: una scelta strutturale che impegna l'intera progettazione
La scelta tra ossatura in legno, CLT e pilastro-trave non è solo una questione tecnica. Condiziona l'organizzazione del cantiere, la logistica di approvvigionamento, le prestazioni acustiche e termiche, e il bilancio carbonico globale dell'operazione.
La ripresa del mercato della costruzione in legno a partire dal 2025 dovrebbe riguardare in via prioritaria i segmenti dell'edilizia residenziale collettiva e degli edifici terziari — là dove CLT e pilastro-trave sono meglio posizionati. [1]
Per i professionisti, questa decisione deve essere presa fin dalla fase di schizzo, in stretta collaborazione con la filiera locale del legno e uno studio specializzato. È a questa condizione che i punti di forza del legno — rapidità, leggerezza, carbonio — possono essere pienamente valorizzati. Scoprite la nostra gamma di legname da carpenteria per i vostri progetti di costruzione e arredamento.
Fonti
[1] Indagine Nazionale della Costruzione in Legno 2025 — France Bois Forêt / CODIFAB / Fibois France (attività 2024, 987 imprese intervistate)
[2] CLT e RE2020: stoccaggio carbonio biogenico — FCBA / Codifab; NF EN 16351, Eurocode 5
[3] Studio impronta carbonica CLT vs calcestruzzo — Carbone 4 / Woodeum (edificio R+7, 10 000 m²)





